Intorno

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di , 6 Giugno 2012 15:32

Tra il vuoto di un pianto ed un sorriso sta l’improntitudine d’una (sabbiosa) appassita perplessità.

Sole è…

L’Asse_dio

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di , 25 Aprile 2010 21:49

Attraccare a un pensiero senza punteggiatura… con una lingua tra-dita… ma ci vuole coraggio del vizio nella virtù per addestrarsi alla vita… collezionando i taglienti sdentati o-stentati addii ri-lasciati… lasciandosi cedere i rami il cuore a infestare… con l’inquieta gioia delle feste comandate… tarda parola… addio… e tradita… come se il tempo avesse un passato da rincorrere ancora… e vanità come illusione di stelle tra-fitte… o nuvole scure sul vuoto… come carezza o soffio di morte di vergine madre al suo abortito figlio… poi… senza costrutto e insistito sguardo indelicato che si aggrappa a quella grazia… incerta… come se la vita fosse davvero vita… e se vita… s’evita alla vita… vita è… verbo sospeso… sulla carne… e poi di più… celato lacerto lacerato… che fioca luce di fiammella fatua su mammella sosteneva… e l’infimo infinito… sei… uomo… provvisoria stella… stelo reciso…  grumo e filamento indeciso di sangue e di lamento e carne tremula a putredine votata… bella primavera sfatta già accaduta… verbo in concluso mai risolto… bipede animale che azzardi il passo nell’abisso… sei verbo prono ad erezione incerta… comunque sia e ovunque… anima liberata da tuoi influssi acerbi… e dubbio di destino certo e ricaduta nel piacere inferto… mater dolorosa e sicura di travaglio come sacra giovenca in sacrificio… mira-colante di placenta e di ripudio tra le cosce… attesa della terra è guerra… e pioggia e pianto… e sedimento lento nella vana luce… su polvere cadono stille senza posa e tregua è sempre… e sempre è mai… e troia…nascosta e sepolta e richiamata senza posa… troia s-con-fitta da un lieto languore… sguardo di sfida… amor fratricidi… le mura… racchiusa bellezza… sposa in-fedele rapita da noia di un livido cielo… angoscia evocata e carezza e tormento… lasciva lubrica invoca la morte… la voluttà… e polvere e sangue… d’ettore si fa lo scempio… la carne che si trascina sul verbo… il quieto verso… l’incanto d’un tragico coro subito… inflitto al perdono… troia enigmatica troia… incattivita dai sensi persuasi… strappati i vestiti di carità… supina il capo reclino abbandonato di lato… passiva appassita e pur lieve… addolcita…che porge le mai al sacrilego oltraggio… il suo liscio ventre al cieco furore… e l’odio si fa sussurro… più languido ancora… e ancora… e ancora… brama di strazio e parola… troia l’inganno del suo divenire i seni distratti sul cuore… penetrata di notte all’astuzia balsamica di un fortuito fato da maledire… prona per non vedere l’immondo dolore…che del vento… un alito appena… cancellerà… l’impavida troia accaduta…un sommesso sorriso d’assenza e più tenera ancora… si lascia colpire dai dardi infuocati… la morte goduta alla cenere del luogo perduto… troia accucciata… divaricata e poi calma… s’affloscia… si spegne di pioggia odorosa stillante rigante salinità… troia assediata assetata d’arsura assuefatta d’amore… il capriccio di dei capricciosi… dissoluta bellezza mai ripudiata… viziosa nel cuore… l’anima libidinosa dell’abbandono… ingenua che accoglie i trofei che l’uccideranno con rassegnata delicatezza… troia di mesta voracità… rimestata di gioia… troia desiderata di perse stelle di là dal vetro… di rosea carne… e tremante… di pelle di luna e bandiera abbrunata… rassegnata troia aggrappata ad un vaticinio strozzato per sollevare il piacere… troia che fugge impaurita e rincorre il rimembrato turgore e s’avvinghia il delirio immerso nel suo riscatto… troia dolcissima che riposa vagheggiata in templi caduti e tempi accaduti… troia che sugge famelica cagna il suo sacro vuoto… sotto un ponte sospeso tra gli eccessi del nulla… troia riposa di morte a morte assopito… rimpianto intoccato… sogno riflesso di un flesso sconcerto… si veglieranno le mura cadute… i lutti… i guerrieri della sconfitta battaglia…le vedove e i loro sudori nel buio infame… della dolenza straziata le urla scemanti… i giochi d’orfani bimbi per versi e felici… troia… sogno di amante or-mai ripudiato… aurora rosata… lampo di luce ritratta… mese che induce a speranza… fuoco di spenta cenere… ombra dell’ombra di un solitario lamento riscosso in declino… buio… silenzio e forse…  il disprezzo.

niente

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di , 17 Febbraio 2010 17:04

è come sembra

il castigo

di , 19 Maggio 2006 00:49

 

 

 

 

 

 

Squilla il telefono

Sì…

Sono…

Ah… ciao…

Ciao… c’è …?

No… solo io… tutto per te…

Sì…

Beh? Non sono? Non rientro?

No,  lascia stare (la voce è tremante …piccolo singhiozzo...) ,va bene lo stesso…

Ehi… ti faccio richiamare?

No va bene così…

Piangi?

(silenzio)

Piangi?

E dài… ciao eh…

No ! Aspetta …

Ma non fa niente… dài…

Perché stai piangendo? Me lo puoi…

No! Fa nulla.. vabbè… (silenzio) ... ho preso le botte…

Ah… (silenzio) scusa posso fare….?

No ! non puoi…. ciao

(riattacca)

(mezz’ora dopo a casa di lei… suona la porta… apre...)

Ah… sei venuto…

Beh … sì… tutto bene? insomma… posso fare qualcosa?

Noooooooo… che puoi fare ? Poi passa… tutto passa…( sospira e sorride amara)

Scusa lo so che non sono affari mi….

No…no…entra..non è per quello…ma… entra dài…

Ma se non vuoi parlarne… oh… ti capisco… chiedevo solo...

No… parlarne…? di cosa poi? delle solite stupide cose…delle solite squallide cose…

(lui è entrato si è seduto …si guarda intorno spaesato…)

Bevi qualcosa ?

Quello che vuoi … sì… le chiami squallide …si fa presto ad arrivare all’ oggetto…che io sappia …come dire… non è abituale per lui non ce lo vedo … ecco..

Si vede che ogni limite ha la sua pazienza…

(allarga le braccia sconsolatamente e pure troppo platealmente per non intendere ironia…. lui ride… di risata breve e nervosa…)

Ah citi ? non è poi così irreparabile dunque…

Se intendi il patatrac… no… non credo…non avrebbe reagito così… e… e io… neppure…

Beh magari esageri la cosa… una reazione a… . una rivelazione di relazione….

Giochi? non la smetti mai tu eh…?

No scusa… era solo per… dicevo uno scatto d’ira...

Sì va beh… sberle… che ti credevi…? di trovarmi livida e sanguinante… le sberle che non lasciano segni… non visibili almeno… e poi… vabbè….

Eh?

No… il solito… la cosa solita che… chissà perché…  ne consegue…

????

E dàiiii…..

Ti ha violentata…?

Violentata… mi ha presa…

Ehi, se non volevi è comunque violenza…

Ma dàiiiiiiii…  mica si tratta di una disquisizione giuridica… non siamo a quel punto… cavolo! almeno credo… se ci sono le botte è violenza … le sberle sono mica carezze…  il resto è sesso… magari estorto… magari malato… magari preceduto da propedeutiche sberle… ma resta solo sesso…

Non intendevo… beh… sì certo…

Non mi sento violentata… non è quello…

Ah se è così allora…

Sì! allora! lo vedi che hai capito benissimo… che due più due fa quattro…anzi… che uno + uno+uno+uno fa quattro … vedo che conosci il meccanismo…ehehe

No… sì.. no… conosco… se c’è il… come dire… il suggello…

Suggello? non scherzare ehi…non ti ci mettere pure tu…

Insomma se finisce a quel modo… in quel modo… quel modo ci ha a che fare… come volevasi dimostrare…

Sì… ma che bravo… sì appunto… sì … è quell’ “allora” conseguente che rivela la causa… sì è solo una banale… squallida va… sei contento…? questione di corna…

Scusa ma cado dalle nuvole… totalmente…

Sì…siamo in molti a caderci… tutti diamo per scontato la realtà non sia altro che quella che noi poverini… che ciascuno… di noi poverini… conosce…  tu sai…  magari per vie traverse o meno… ti fai le tue brave consolatorie risatine… il dolore altrui… e l’altrui beffa hanno un che di crudelmente consolatorio…

No…piano… che so io ? io non so un bel nulla..

Vabbè … diciamo… io do per scontato tutti sappiano e me ne faccio una ragione… lui dà per scontato che tutto sia a senso unico .. e bum! trova il matto… no ! la matta che va contromano…

Poi… io sono… se vogliamo…  il meno adatto a prendere una posizione… a giudicare …  no…  voglio dire…. insomma… lo sai… ci siamo… senza gran… insomma…

Sì…e dài…  eravamo attratti… sì

Senza…

Una intesa di sguardi e di sfioramenti tanto perfetta quanto innocua …. e… nulla poi…

Sì vabbè… magari qualche passo tu… l’hai pure…

Ah sì… un timido impotente approccio sì…  ma ti sei ritratta … subito irrigidita… hai alzato un muro… forse con qualche irrisione… se proprio…

Irrisione? sono davvero così stronza? no… eravamo attratti… ma avevamo tempi e luoghi e forse occasioni … sfalsati… non ci frequentavamo molto… e tu forse avevi già i piedi in troppe altre staffe…

Che staffe? ti ci metti pure tu? ehi… guarda che…

No…no… che non guardo…affari tuoi… vostri.. ci mancherebbe… ma non dire che non…

Non rispondo mai a queste domande…

Beh… credo che dovresti … a questo punto… se non altro per una questione di delicatezza… ti pare? sei qui… e non ti ho chiamato io…  sono qui…  mi sto sputtanando appena appena in toto… e tu mi esci con “la domanda non è pertinente”… che fai ti opponi… ? ah …sei…sei…. no! sei normale… sì normale…

Scusa… ma perché dovrei…? sì hai una qualche ragione… ma…

Una qualche ragione…? ahhhhhh

Sì….ma lo sai …a ognuno i suoi muri…

Sì…i muri…ricominciamo coi muri…

Voglio solo dire … limiti … per quello che valgono i limiti…

Sì lasciamo perdere… fatto si è che…

Che non abbiamo oltrepassato il limite…

Non intendevo… ma sì… bravo… non abbiamo colto l’attimo…

Non “ho” colto l’attimo ..intendi.. non l’ho riconosciuto… credo che mi stia dando del coglione…

Ma dàiiiiiiii… e smettila… solo è andata così … perché è così che non poteva non andare…

Posso sapere chi è?

Ma per carità… certo che no…e forse … guarda… credo che nemmeno lo conosca…

Una leggerezza… una debolezza… un attimo di smarrimento…

E non ci sono più le mezze stagioni è vero ? un attimo di un anno e mezzo se proprio vogliamo..

Ah… allora…

Niente allora…ricominci con gli “allora”….?

Voglio dire che non è…

Non è !.. infatti… ma neanche quello che ti viene di pensare… neanche un grande trasporto… e nemmeno torride cose… se proprio vogliamo essere sinceri…

Ah… allora… no ! scusa… perché …? no lasciamo …

Ecco sì… lasciamo i perché al loro magnifico mistero… lasciamoli senza tanti arricciolamenti lamentosi e nobili… si fa punto! lo sai vero ? come capita a te… che ti credi ? capriccio… diversivo..semplice voglia di altro… viaggio al termine della noia… esplorazione del cortile di casa.. cedimenti alle situazioni date… piuttosto perché .. sui perché prevalgano ….come sempre … i ” perché no? “

Sì…certo…

Ma …come è venuta fuori la cosa poi…? non che io…

Non che io… non che tu… senti… diamoci un taglio… vuoi? intendo ai macchiavelli subdoli … alla finta discrezione… del non sapere … del non voler sapere di sapere…

Oh… è imbarazzo… sì… discrezione… sì…

Ci sono io tra i sospettati… ? ché poi… si sa…. del mondo intero si viene a sospettare…

Sì certo

Sì certo cosa?

Che certi sguardi non erano passati inosservati… al tempo… certo che sì…

Al tempo…? tu ci ridi… e… hai negato…?

Non ho la necessaria credibilità per negare alcunché … ora come ora… ti pare? ogni sospetto contiene una sua qualche attendibilità … sì sei sospettato… sì…

Ah

Era inevitabile… e dunque…

Credo che non ci dovevo venire… qui intendo…

Eh sì eh?

No… stavo pensando… a come si arriva al redde rationem …. ti trovi con le spalle al muro… e davanti hai solo te stesso…

O con la faccia al muro?

Eh ?

No ! nulla… stai sulle spine eh..?

No… boh… sono … non so… imbarazzo… mi sento stupido… ecco… e travagliato… mettici pure che m’interessa… come faccio a negarlo…? poi ormai abbiamo tolto il velo…

Riguardo a noi ? al risaputo e sottaciuto…? beh è facile… almeno è più facile a questo punto…

Cosa?

Fare uscire… il fiele … o il perduto miele… se vuoi … e poi offro io…

Nel senso…? scusa…?

Sì…la bicchierata … anzi …l’ammazzacaffè… pago io… non ti sembra…?

Adesso sei crudele…

Stronza?

Approfitti…

Dall’alto della mia sconfitta eh…?

Anche sì… si fa sai…?

Sì …conosco sì…

Beh?

Cosa beh?

Come è uscita la cosa….?

Come sempre…quando non c’è progetto… quando le cose sono così… stiracchiate alla bene-peggio…

Quando… di là da tutto… pure c’è l’affetto…  insomma quando non c’è il pensiero… quando non c’è mai stato neppure il pensiero di troncare… gli vuoi bene anche se lo tradisci… e… evidentemente lui ne vuole a te…

Chiamiamolo pure amore… sì… più o meno una cosa del genere… sì…

Ed è uscita la cosa….

Che cosa?

Nelle botte? voglio dire le botte sono causa o conseguenza…?

Sei subdolo oh… ci ritorni… sì… allora… come tutto…come sempre… per gradi… la discussione… sai quelle discussioni così normali sulle normali difficoltà… sulle normalissime viete incomprensioni … le reciproche accuse… le basse ironie … e il normale trascendere in normale crescendo… poi l’illuminazione sull’ombra… sai come…  e la domanda che taglia l’aria…  sai… “ti vedi con qualcuno …? ” a cui segue il canonico … è la norma… lungo silenzio…  il lungo sospiro… e il fatidico… è il caso di dire… fatidico…sì… “ebbene sì”…

Ah… l’ebbene sì…

Conosci? inflitto o subito?

Hai detto e pensi inflitto… parlavi di piedi miei in plurime staffe … poi… mi viene… che cercavi… al telefono… non me… per parlarne… desumo tu sappia o…  immagini di sapere… lo abbia anche subìto…

Tranquillo… non c’è nulla che io sappia che non lo sappia anche tu…

Detta così sembra cosa data per certa… cazzo!!!

Saprai ben quello che sai e non sai… ti sembra..? quello è !

Per me è nulla…

Allora è nulla ! vedi come è semplice la cosa…?

Non ci dovevo venire….

Però…eh…

Sì… però… il piccolo cruccio sì… il tarlo… non lo nego...

Che tarlo? un sospetto? su tua…

No… dicevo delle cose antiche… tra noi… di quel tarlo...

Ahhhhh…

No… non credere…non sono poi tanto stronzo..

No?

No! eddai… no… non immaginavo… non sarei certo venuto per… no! non sono tanto stronzo…

Non lo sei… accordato… tu non insisti se l’infamia presenta… insomma se contempla superare…

Vigliacco ! ecco cosa sono… ah beh…

Non ho detto questo… solo che leggi i segni… se a una cosa che già vedi come non precisamente … corretta.. aggiungi un tot di difficoltà… insomma fai un po’ di conti…

No! che conti? che ne so io di quel che passa nella mente degli altri…? se è un no…. lo prendo per un no… e infatti per tale l’ho preso… posso pensare che una si diverte a giochicchiare… punto!

Ah giocavo? e tu?

Non so se giocavi…cristo!!! ma la cosa la si mette nel conto… mica poi era…

Sì ! era uno svago… una piccola distrazione… una parentesi innocua… di cui non darsi gran pena… sì

Detto brutalmente … sì… collima… coincide… abbastanza…sì

Poi?

Poi cosa?

Nulla… così… scherzando scherzando … poi l’occasione torna… si ripresenta nella stessa medesima forma…

L’abbiamo stanata la bestiolina … abbiamo… oh… insomma… quello che galleggiava a mezza altezza… come d’incanto… pluff… è qui … intriso di imbarazzo e di liberazione… chissà se finalmente o… purtroppo …

Sì cosa?

Che non lo so… si respira … ma c’è un po’ di affanno in questo respiro…

Sì… un bel ruzzolone…di quelli ben tosti … siamo …suonati il nostro po’… sconvolti … io non connetto… ho nel sangue un po’ di veleno… tu… beh (ride…) tu stai calcolando …

Cosa calcolo …? ( accenno di smorfia che inclina al sorriso…)

Eddai…fuori dai denti… soli… ognuno coi suoi retropensieri…  pronti a rendere pariglia… o se vuoi a cogliere l’attimo… prima… prima del condono tombale… appena in tempo…

(le si avvicina…) sì…

Aspetta… fermati…

Ah… ehi non giocare…

Perché no? adesso… non ti pare?…. è il momento… il più adatto nella sua ridicola inattuabilità… per il gioco e per…

Ah…

Conosci il gioco del castigo vero?

Non so se intendiamo la stessa cosa… ne conosco una versione mia … ehehe …

Quella!!

Che ne sai che è la stessa..?

Lo è … lo è…

E se poi non fosse?

Parlo a ragion veduta… beh sentita forse…

Cosa significa ehi…?

Nulla !..dunque ?

Se… ma così mi pare…

Scorretto? infame ? da stronzi ? è vero… tutto vero come sempre tutto lo è… è l’occasione… l’occasione che nasce da un occaso… il raggio verde… che non tornerà mai più… tutti a pagare il dovuto… il giusto prezzo … a ognuno quel che si merita … nel bene come nel male ovvio…

Bene e male…? oh sì…

Sì …ognuno quel che si merita… uno la sua irrilevante assiduità andata ormai a male… la paga con la necessaria dimenticanza…mai stato! per istantaneo decreto… oh, l’altro… paga la sua cecità… e la sua patetica rabbia… e il suo amore… sì ne convengo sì… e il suo chiamiamolo… momentaneo sfogo… annessi e connessi ben compresi… eh certo… sì… e l’oltraggio… subito ed inflitto sì… e… tu… tu a scontare il tuo bravo senso di colpa … verso tua moglie… verso l’amico… e… anche… verso me… te lo concedo… sì… e infine… infine sì … io… l’infantile dispetto…. pago il disprezzo mio… vostro… di tutti… provvisorio ma vero… la mia leggerezza pago… il senso di colpa verso tutti… tutti! tu…lei… lui… l’altro… un bel biglietto cumulativo… sconto comitiva se vuoi… e… e tua moglie… beh..qualcosa se la meriterà pure lei non credi?

Ancora? cosa vuoi dire ancora… ohhh?

Tranquillo … ho detto… dico così … chiamala filosofia… nessuno è mai tanto innocente da non meritarsi quello che gli accade… e tanto colpevole da meritarselo… e viceversa ovviamente … tranquillo… parlo così… generalizzo… eheheh

Però m’inquieti, cazzo…!

E certo che sì…! ma mettilo nel carico del riscatto … sei in mezzo al guado… ci sei?

Sì…mi confondi ma… sì … forse è giusto così…

Che animo generoso quando si ragiona col giacomino ehehe …

Stronza!!!

Sì adesso sì… ma è il ruolo che mi è toccato… e a te conviene non credi?

Sì…ma…

Sì… ma…sì ma…! certo! così deve essere… stiamo parlando di un castigo … lo ricordi…? taci ? nessuno ti ricostringe… stavamo parlando di dare una momentanea irripetibile conseguenza a degli sguardi perduti nel tempo… e a pagarne il giusto prezzo… siamo un paese cattolico… eh…?

È libidinosamente vero sì…

E dunque?

Cosa?

Intendevo il castigo… la giusta punizione…

Ah … sei incredibile… sei

Appena riaffermato sì…

(lei si appoggia con le mani al muro… a dargli le spalle… la tempia appoggiata… quasi ad origliare … le gambe divaricate… il culo proteso…. lui le si avvicina … solleva la gonna… la ripiega sulla vita… e comincia a sfilare lo slip… )

No! punizione ! castigo ! come sai tu…

( si cala i calzoni… le sposta appena di lato le mutandine…. che lei con la mano terrà…. e la penetra...)

Così?

Sì!

Sì.

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la menzogna

di , 19 Maggio 2006 00:35

 

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bagatelle per un "MI" sacro…

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di , 5 Gennaio 2006 11:07

 

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archiviando-mi…ritraggo…

di , 23 Gennaio 2005 14:35


termina qui per ora e forse per sempre il modo accanito dell’ “a capo”. qui sono raccolte le mie stupidaggini incolonnate… messe così per invertire il senso e forse… pateticamente… la freccia del tempo… a ritroso… per ristabilire rimpianti oltre le mai sperate speranze…
non so se metterò altro qui…  comunque è uno spazio… (e uno strazio… ma lo strazio sa mimetizzarsi in un onnipresenza altra…) e dunque nulla esclude .. tanto meno il nulla… qualche altro delirio… rigorosamente … sfacciatamente sfilacciato in minuscoli ossimori altri…  per non permettersi il lusso di non perdere il vizio (assurdo e solitario…) continuo quando posso.. .come posso… se posso… qui in questo un po’ idiota paperoghesco addiario?.
(la foto è rubata a un giornale…)
vabbè

si tace…

ri-tratto di s’ignora

gli insulti

do di petto

l’assedio…

mesti-eri

a zonzo…

gioghi?ri-giochi a de-finir-sì

e un ombelicale feltrino…

oh vincent..

in-assidua-mente

e lasciarsi a lasciar-sì

l’anemometro…

preghiera dell’a-mor-te-vana

gocce di sangue

al mattino sul presto…

la sottile linea rossa…

del pane ed altre connesse ossessioni…

crucifige in scampoli…

voyager ai limiti…

tavor

sogno…ma sono…

forse un vizio…

ca(r)pire…?

1/2/2003 shuttle ?.la pace?

par-olè..

che nebbia confonde in silenzio…

8…

numeri…

sinestesie…

ad astra…per aspera…

ma pio-ver(r)à…?

in-ter-dizione…

a-mor-te mai lo dirò…

né rimedio…né rime né dio…

in-sazio di spazio…

graffiti…

accento

far-falla tra-fitta

e il mostro tempo sia…

abbandono al ri-fiuto

passiva-mente

t’im-ballo

pre-lud(i)o ad/d’ addio

..forse vita?

long drink…

s-poesia

lo sguardo senza riguardo..

cielo…

ti ricordi di paolo rosi?

asperso-rio

da dio…è morto….ad altro…alterato…

da dio ….è morto…ad..altro…alterato…

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di , 2 Novembre 2004 04:05

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asperso-rio

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di , 1 Novembre 2004 04:09


una sfida che non ha forza
né lucida mira…
di sapore brillante…
di bolla vagante eppur minacciosa…
tra quiete un po’  delirante e livorosa tempesta
di un ascendente declino
disfatto di ineluttabilità degli e-venti…
per demoni di guerra e pace
o ricordi del sottosuolo
o raccapriccio ai viali d’assurdità..
alzando lo sguardo all’altezza degli occhi
per un distolto percorso a ritroso…
di convenienze già ambigue sporcate dal tedio dei giorni…
togliendo dal frigido impaccio del tempo
il suo tempo
e il suo proprio limite d’immensità
si calca la mano per togliere per ritemprarsi…
per avvelenarsi di pura ovvietà…
raccogliendo le perle di fastidiosa saggezza
concesse al dolore

Riferimenti: click per ascoltare….

ti ricordi di paolo rosi?

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di , 2 Ottobre 2004 13:15


di quel pugno affondato?
di quella meta agognata?
di quel traguardo perduto nella caduta?
ricordi quell?urlo suggello della sconfitta?
le caviglie dalle stoppie sbucciate
le folli corse gli strilli il sudore?
il sorriso di donna nell?oro reciso?
e l?uccisa innocenza crudele?
il bimbo il ragazzo il perso uomo?
quell?acido vino?
quel pane?
quella mesta vittoria rappresa?
quell?appagato tormento?
quel nulla?
quel vuoto?
quei seni impazziti?
quel sole?
quel piccolo senso in rovina?
l?odore di pioggia che arriva?
quel nero asfalto che sanguina ancora?
ricordi quell?ansia?
quel tenero bacio?
ricordi quell?abbandono?
ricordi i miei occhi riposti in quel canto?
e lo ricordi
quel telecronista di sport?.?
quell?enfasi calma?
quella voce pastosa?
quel suo umano trasporto?
io che fumavo nervosamente
tu compiacente mi compativi
da dietro m?incrociavi le mani sul petto
aspetta?dicevo
è l?ultimo round
c?è l?arrivo dei diecimila
aspetta ?un placcaggio ?la touche
aspetta?
e mi appoggiavi sulla nuca la guancia
e mi buttavi al tappeto
mi trascinavi alla meta
alla folle corsa in delizia
non c?era notturno alla luna
non c?era il bolero
non l?adagietto
non altra musica dolce e suadente
solo il rumore di un?altra sconfitta
quel dolce perdersi continua-mente
dei sensi rincorsi?.
solo la voce di paolo rosi

cielo….

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di , 2 Ottobre 2004 12:10


una cresta
crinale azzurro di cielo
distesa a sfumarsi
linea scura e sottile
più scura
a discesa scoscesa
su gole
e rovinosi pendii
d?azzurrognoli azzurrati e azzurranti??
lenta-mente s?appiana
il vento ne arriccia i teneri lembi
si fa un taglio
immensa vulva avvolta di cielo
tra candidi cumuli
e pallidi fiocchi
e striati grigiognoli
a seguir l?orizzonte
fino a con-fonderlo
a dissolverlo
ci si perde con gratitudine
tra grata sbarrata al pensiero
e incudine appesa
ci si potrebbe annegare
a negarne il piacere
?se così si può dire?
di questo cielo
sospeso

lo sguardo…senza riguardo..

di , 22 Agosto 2004 03:18


m?ha sfiorato il tuo soffio
…come brezza leggera su foglie….
la fronte infuocata
le morbide labbra hai posate
sulle mie palpebre stanche socchiuse?.
guardami ?.sussurrasti tenera-mente?
e fu urlo a lacerare il mattino
orbite vuote vedesti
brulicanti di vermi?.
ora sai perché ?a luce ?luce non cede?.

s-poesia…

di , 20 Agosto 2004 04:52


che assurda cosa
cercar di dar
con le parole
una decente cadenza
un ritmo
alla monotonia del dolore

long drink…

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di , 20 Agosto 2004 04:39


e quando
ogni rumore si è spento
e
nelle case
il silenzio avvolge le cose
anche i fantasmi della ragione
assopiti
ogni mosca al suo ragno
ogni ragno al suo buco
soddisfatta ogni brama di carne
si fuma
si beve
aperol ghiaccio tritato
wodka pompelmo e angostura
le streghe innocenti
acquietate
ronfano i loro innocui rancori?..
risalgo
al sottotetto dell?anima?.
il lucernario del mondo
sul mondo socchiudo
(domani sarà torcicollo)
e bramo il vento leggero
la bruma entra silente
le nuvole diradano un po?
guardo le stelle
le lascio a deridermi
ascolto in silenzio
il silenzio
e lascio le stelle
a trafiggermi il cuore
e bevo
estatico assenzio
d?ogni pensiero l?assenza
e lascio alle stelle
trafiggermi il cuore

forse…vita..

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di , 20 Agosto 2004 04:33


scuro messaggio
termine di gloria in un delirio
vieto scandaglio di un dominio timoroso?
e ubiquità
tra certo e incerto
tra la parola e un suono sordo scarmigliato?
tra un?abiura da pallida memoria
e una manifesta reticenza?
tra poco si cadrà
assaporando l?insoluto segreto del tormento
nascosto nei fili delle colpe
tra breve
come sasso scivolato dal dirupo
per moto d?astri o muto sospiro
nuda misericordia al suo dolore
ultima lacrima verserà?.
lambendo il labbro tremulo
lieta scivolerà sul mento già indeciso?
ma le fossette già inclinano al sorriso
ad altra perdizione or-mai si appresta?.
oggi lo chiameremo sogno ?
domani forse?vita..

pre-lud(i)o …d’addio…?

di , 25 Giugno 2004 04:22


Sintenerì
della mia timida mancanza di parole.
Gli occhi
diceva,
m
accecano i tuoi occhi.
M
amò
per la solita scarsezza d
erezione
che mai sorprende
(ansia da prestazione
)
in ogni primo convegno con-venuto
e si disciolse
l
abbandono suo
alle parole sussurrate in dolce perversione
s
abbandonò
fino a stordirsi
fino a cercarmi folle-mente
e sussurrar:
tu solo
tu solo ormai sai darmi
quel che altri non può.
E sussurrai:
tu sola puoi ferirmi
come nessuna può.
E ci tradimmo
E ci ferimmo
di tradimenti fatui e inefficaci
Ci disperdemmo
E fu l
amore eterno e perso
nella smarrita passione inturgidita
delle parole accese
nelle sconce risa
e vane promesse mantenute
di ritrovarci
di riprovarci ancora..
e forse
non ci trovammo più.

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t-im-ballo…

di , 3 Giugno 2004 02:09


il tasto dei sogni arroventato
non bisogna toccarlooooooooooooo!!!!!!
grida la dama ammonitrice?.
ha dalla sua l?oscurità sfumata in rosso
e il lembo della sua veste sghemba ripiegato sotto il culo
s?intravede il suo back-ground
e la rosea pelle striata di blu della coscia ?
se ne assapora l?enigmatico suo lasciarsi afferrare
il dardo accennato di invisibile armonia non partirà?
e spegni quella radio ?cazzo!!!!
quel vocio di mistificata esortazione in mistico stoccaggio di senso?.
?la sibilla proferendo con bocca folle cose senza riso né ornamento
né unguento?.penetra mille anni con la sua voce incitata dal dio?.?
ma è stanco di ri-sentimento?.volgare assuefazione all?accidia?
angustiata dalla dimensione del livore ?.tamburella la sua noia?
cercando fondo nel immenso impervio stare?
si dipingerà un qualsivoglia progetto?.
fatto d?obliqua ubiquità?
per vilmente dis-piegarsi al futuro?
di-sputerà?senza slancio?.salterà
solo un piccolo passo?.
il suo piede scavalcherà il mio cadavere eccitato
scadrà la brevità del momento
ognuno a mordersi il proprio labbro tumefatto
a macerare la propria desolata solitudine?
un balzo che non ha
né spirito né promessa
di là ti avrei toccata?
la mano sarebbe risalita?
tastato la provvisorietà del paradiso..
di là avrei rubato rumore
dell?odore della carne..
sogno..
mi sussurra in sogno?
mi inchino a te?
gioiello della mente che risplendi
nel fiore del loto?
poi?
penetrare?
recuperare il filo sfuggito divinato
dal principio della notte?
non vorrò più vedere l?irrivelato poi?
solo voglio?
da una stella..
secreta in una stilla?
dispersione?

passiva-mente

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di , 29 Maggio 2004 03:17

 

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…abban-dono ….al ri-fiuto……

di , 23 Maggio 2004 03:47


si scompone sinapsi
tra gli emisferi sconnessi
infimo bastardo resi-noso lignaggio
si diparte dal cuore come carezza
ri-tratta la lingua slegata balbuzie vieta-ta
rattrappita la mano minaccia la gola
devota in fallita ri-messa
su fallica devozione anelata
di mani-c?ha strette e bocca gentile
lavorio in progresso d?infiniti con-vers-a-tori
oh padre quant?ho peccato
con-vesse le pene
annodati i lenzuoli
divelta la grata abitudine
e-vado la terra promessa
premessa di putrefazione
de-cadente abban-dono al ri-fiuto
scirocco invasivo a sfiancare
affrancanti ferormoni vacanti e per-plessi
in-sane ossessioni interrotte
da loschi mercanti nel tempo
un canapo triste m?attenta
in-vano mi attende allo scalo
lo scialo di sublimata erezione
intonata all?e-vento
ri-provazione fallace ridi-ingerita
ogni approdo è mancato
all?immenso perduto

e il mostro tempo…sia…

di , 10 Maggio 2004 01:34



e non ne conosce
che le avide mani tra le cosce
corrose da temperie e dall?accidia
e dal perfido pallido suo buio
della sua cieca padronanza d?una riflessa luce inferocita
ne percepisce il moto
e il pavido respiro
d?un arreso amore d?odio acceso
è ?
il nostro tempo?
il tempo nostro mostro?
la supernova esplosa si ri-posa
cera sussurri di languori e stenti
e poi si assolve pensi-erosa
a trovar sensi intensi
e similitudini d?in-canti
tra termini e boati incatenati
la sua storta evidenza come scorta
il suo percorso accidentato e largo
a cercar vita e le sue perse tracce
sul dio della guerra alla sua terra
è il tempo nostro
?dei tanti?
il nastro maledetto nostro
solo perché nostro?in fondo?
tradita commestibile poesia (?)
smembrata confutata forse staccata
titoli urlati nella testa bizzosa già alienata
grassetti e corsivi estraniati
le quotidiane meschinità
d?orgoglio in gorgoglio di noia e di vanità
amori in amore
di cuori stiliti a più dimensioni
racchiusi in corpi impigriti da sazietà
animula vagula blandula
sospesa involuta illusa d? inviolabilità
invasa da benefico appagamento
inclina a un nuovo tormento

far-falla ..tra-fitta…

di , 2 Maggio 2004 03:14


estremo sesso
in eremo eretto nel sangue
ossessioni a tri-mestruale scadenza
a mai finire gli esami
una fioraia m?adorna le tempie
d?affetti collaterali
ma son empi tempi e scaduti
rimasticati rigurgiti d?odio bluastro
carezze ghermite e martirizzate
da spine e ragguagli a sonagli
di precoci follie in elevazione
la bocca è tela di ragno?
le mani infuocati bracieri?
i seni divaricati occhi distratti?
il ventre una pagina bianca?.
far-falla tra-fitta m?accoglie

accento…

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di , 1 Maggio 2004 03:22


hai detto accento
muso riflesso sul torbido eccelso
canini e cammini deviati sui colli
di perpetrate virtù teologali
e rivoli di sangue ortografico
a violare perplessità
sull?ultima sillaba
sul nerofumo di uno scompenso del caso
e sul malinteso con-torto di dei rarefatti
sull?ultima prece prima della caduta
sul ?senza? di voce immediata
taciuta riscossa del verbo
sui titoli della premessa
sul languore distorto della ragione
sull?ultimo colpo di grazia alla nuca
sul dito che spinge l?arteria umorale?.
la glossa del mento
che ridipinge il suo fetido cielo?
accento sulla vacua promessa
sul fiato già corto del mio ingrato possesso
sul soffio elegante della semplicità?
sulla corda che salta di sua ingenuità
accento morboso accarezza la fuga?
mordicchia il suo monte di venere escluso
e non si ritorce
e non si sconvolge
che di vita mai nata?
sul taglio che si fa strada?
sul nesso un po? vile dei menzogneri passanti
accento?su?
accendo ..ho sentito?
qualcuno ha gridato?sospeso un sorriso?
accendo il suo fuoco di cenere sparsa su fiori recisi
accendo ad affidare al suo buio
di sua finta luce
la luce?

graffiti…

di , 17 Aprile 2004 10:48


? e adesso che cazzo scrivo? ?
ignoto graffitista geniale
che senza trovar le parole
le scrisse
urlo sommesso su gotico muro
l?essenza in assenza già rassegnata
rinzaffo su affresco staccato
senza colore né idea
enigma giocondo con riso amaro
senza la mangano o raf vallone
?e adesso che cazzo scrivo??
insulto alla notte gentile
disposta al tradire dimesso
già stesa
ripiegate ginocchia all?insù
letta pagina aperta
vagina socchiusa
prima che venga
sul cotto consunto
il coito con sunto
o?.
il mattino?.
è uno scrivere svelto
quasi rubato al riflesso
di lama di luce che fugge dal buio
?.ora o mai più?
deve essersi detto?.
scrivendo il niente che aveva da dire?

in-sazio di… spazio

di , 3 Aprile 2004 04:02


mi dondola la mano sul selciato del tuo ventre
ironica confusa perniciosa e addolorata
metatarso dolorante prima ?già molto prima
della caduta cauta del pesante dizionario
cascami dei silenzi ininterrotti
squallidi di torpori convertiti in sodio
deboli compromessi
li rivendo forti e li abbandono all?equità
chiamami a lungo cogli strilli
perdimi lungo i viali della colpa
trattengo il mio nobile dolore
e la mia notte d?ozio rarefatto
il mio solido in-de-forma-bile sapere?
ho un turbine di riso inacidito
che tamburella tra lo sgomento e la virtù
ho dita generose e rassegnate
e un conto aperto con la leggerezza?
conservo stordimento inflazionato
di pene insolite allo sbando
ed una morte certa in fondo..
ma basta?
basta così?!
non c?è più spazio ormai?
finisce il foglio
termina lo strazio?

nè rime… nè dio…

di , 23 Marzo 2004 01:23


dimmi banale
in dis-crimine
senza ferita né nobiltà
non negro
non gay
non ebreo
a-teo solo fratello di vincent è
da religioni per-vaso
comunicante senza scomunica d?alter
ego vagante
ai margini
non dolci colli
né a-mare dissolvenze
piatto che piange nel giogo
di un aureo medio
mediocre 45° parallelo
longitudine in orario diffuso
e solitudine senza rimedio
né rime né dio
in-sapido agro
d?ereditata sterilità
sovrano e sovrumano
tamburellanti perfidie
e casti castighi
oltrepassanti il nulla
appoggio sul silenzio dorato
donato abbandono
il capo reclino sul petto
ascolto i sussulti del cuore
su quest?immenso in-finito
sperando mi colga una morte
così!

a-mor-te mai lo dirò…

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di , 22 Marzo 2004 01:27


ho nella stanca valigia
fazzoletti d?addio stirati con cura
da mani pietose e sapienti
rattoppati calzoni e sdrucite camicie
a pietir carità sui sacrati
che troppo timida mano
e troppo superbo lo sguardo
impedisce
come topo di laborit
né fuga da ignobile inutile vita
votata comunque a silenzio
né attacco al pensiero
che inferisce l?orrore or-mai quotidiano
con parole viete parole vietate avvitate parole
d?illogica in-comunicazione
mal dette maledette parole
a ferire l?indicibile in-detto
a de-finire a sfinire
sfiorare è pur già sfiorire
tra-dita parola si sbriciola furtivamente
su bocca che mente sorvola
silenzio-so assenzio di vita
ché assenza rifugge in essenza
a-mor-te mai lo dirò
d?ì-me-ne freg(i)o intonsa bellezza slabbrata
per-versi corrotti in pre-servazione
nel dolore forgiato nel vuoto
represso lo slancio centrifugo
come gozzano il suo quadrifoglio
patetica-mente le lune nuove di taglio
tenera-mente coltivo s-con-fitta
egoismo incrociato immolato
a salvare il mio sterile bene
da trappola a-mor-te mai lo dirò
a-mai dir-sì quel vieto bene banale
a-mai dirsi fino a morirne

in-ter-dizione…

di , 20 Marzo 2004 10:31


per erosione lenta e derisione
a togliere a scomporre
assaporarne il suono
adagio detrimento alle parole vuote
serve dir d?irato ire ?
si affloscia in voluttà
per dar-sì amor
senti putredine ? non sta !!!
t-r-e-d-i è una scansione
che sa d?inesorabile fat(t)alità
senti pre-tendere?
intrepido intorpidito interdetto
oh serendipity
t-r-d
vocalizzi di senso
ventre de-predato tremebondo
feto aut out o fetore di malizia
succo di cima tremula (s?addolcisce tenera?.)
al vento che la piega non resiste
non resiste a vano esistere
esita all?exitus
esangue ormai
a ore
umore di tre-more su-dorate nell?amor su prore
e sopore in alvei ricorrenti in sogni
ritardo?.r-t-d
onere rimasticato onore nel rigurgito
durezza in madre
magra
ossuta
severa
staccata
giusta
corretta
seria
mmmmammmmma
balbettio a suggere mammmmellla
rotonda genitale
gemitrice tepida debole rincorsa
serica t?accoglie quella
lanuginosa boerica puella
ma fa quello che vuoi?..
soffice impatto
magra la mano e canuta a pena appesa
triste e asserenata e boccioniana
china sull?affetto sgretolato
luce di luna terrea tra nubi
rosea ridente e flaccida affettuosa l?altra
mammellosa un po? dolciastra
rotondità ?
r-d-t?..di secco suono
ma l?on di mezzo ingrassa
vibrare le labbra di brividi e brevità con brio
tocca la lingua la corona erbunea
trilla e fibrilla e riti-tilla
macabro bara-tro varato e preparato in sospensione
atro d?atropa morente
arti artefatti ad arte livorosa
vita breve brevettata a tradimenti ardimentosi
a non oltrepassar tramonti e valli
urge atropina a propinarsi endovenosa
artata morte come gingillo in avancarica
suono che taglia (a-r-t)
di un taglio intimo-rito
timore di tumore sverginato dal turgore
è un moncherino freddo
t-umide piccole grandi labbra
piccolo male o grande epilessia
tutore senza remore ma silenzioso e cupo
e non ardore nel sublime hardcore
r-d-t
penetrazione in petra languida di gutta
al suono d?organo e di cetra
ardita mano su tra-mandato ordito
guida l?incerto membro al rogo stabilito
quieto viluppo
ppo in desinente amaro
tenera scorza di lignaggio incerto
s?arrotola confuso
senti in ?regalo? il kitsch
pretenzioso di regalità vana e biliosa
dono ha veste di-messa e squadernata
buona che s?acconcia rassegnata
all?abbandono dell?idiota voto
do-no che si da mentre si nega
pudico discreto e senza senso
senza mani-festar-sì si rivela
solo sguardo muto senza luce
come una spenta stella
come ossessione
come se nulla fosse
come il sé rimembrato tra le fosse
come senza un perché
un nulla è nulla
senza la culla e senza ninna nanna
e nulla è compreso
e nulla è

ma…pio-ver(r)à…

di , 17 Febbraio 2004 08:13


conosco questa pioggia
so da dove viene e dove va
ogni goccia ha sapore d?infinito
conosco il suo percorso periglioso e torto
nata da un infimo tormento disatteso
ha cuore trasalito da un timore inesplorato
discesa da una gota immota
in lenta e lieta scivolata da un sorriso
caduta sulla mano di un saluto
nel tocco di un addio tradito
riapparsa
arsa
nell?inguine distratto d?un casuale amplesso
s?è fatta di sudore vile di fatica
in scroscio irridente di pisciata
d?una dea accucciata sul mio petto
persa di mare
fievole fiele in un rigurgito di noia
ora ricade sul suo fango
ora è solo pioggia che ritorna nel pensiero
e ….
la conosco questa pioggia?

ad astra per aspera…

di , 16 Febbraio 2004 00:53

 

Prosegui la lettura 'ad astra per aspera…'»

sinestesie….

di , 4 Febbraio 2004 00:37


sine cura ogni cosa…
ripenso a un sogno nero…
bi-sogno di un pensiero
e ti vedo…odo-rosa…

numeri….

di , 31 Gennaio 2004 11:12


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8….

di , 25 Gennaio 2004 11:55


otto
palindromo a due zeri tangenti
attaccato e lontano dal sette
lo sbrego
di sedimenti un po? vieti
(note??stelle dell?orsa
colori d?iride di magnifici uomini
agenti di vita settimanale segreta?.)
otto imperfetto di tre virtù
e cinque dita per arti a negarle
mai primo
ma generoso
disposto a sporcarsi di tenebra
che ben sa dividersi
tra malinconiche ottave?.
otto di cifre finali
di date in fermenti
situazioni eccellenti
sotto i cieli confusi
(oh quarantotto?ah sessantotto?)
8 due occhi sgranati occhialuti incantati
8 due morbidi seni
otto in allegro convivio
(ci si può ubriacare?)
otto di quattro coppie
troppi sguardi incrociati
a evitar gelosie
otto le correzioni del buddha
ove cessa il dolore
otto ottativo quasi dolce languore
otto di dolce ottobrata
malinconico sussulto annebbiato
passione su foglie morenti
otto di fortezze imponenti
a debole impatto su cielo
gentili
solitarie e mai presuntuose
otto a rincorrersi
in ciclo virtuoso
senza mai capogiri
8 disteso
umano?.infinito?con-torto
senza quasi la noia
del monotono zero

che nebbia con-fonde in silenzio…

di , 16 Gennaio 2004 18:56


intimo lasso
lasco il vestito
ad attillato viver trito
preferisco il basso profilo
delle cose imperfette
in quieto declino?..
alle cose rifatte
ai restauri magnificenti
ripristinanti
lucenti finzioni funzioni
e fatue e finte innocenze
preferisco le cose un po? sfatte
gentili mammelle cadenti
occhi perduti da lieve tristezza
e labbra increspate dal soffio del vento?.
amo le cose, le case, le chiese
le cosce di tremule donne?..consunte
da pioggia leggera o da pianto sommesso
vissute
di vita troppo vissuta
o troppo poco vissuta
ingrigite
da patina grigia del tempo
corrose
da segreti tormenti da non confidare
perdute
tra i vicoli di vuote città
rinchiuse
in cassetti inchiodati
in polverose celate soffitte
perdute
ai sensi amorosi ed odiosi ceduti
cedute
a torbidi incantamenti
a languori trafitti d?angoscia
sussurrate
in bisbigli ad anime perse perdute ed afflitte
fruscianti
tra i sentieri del tempo
in pomeriggi autunnali
illuminate
da pallida luce
che nebbia confonde in silenzio

par-olè

di , 4 Gennaio 2004 16:07


….

1/2/2003…shuttle…

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di , 31 Dicembre 2003 14:12


 

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ca(r)pire…..?

di , 30 Dicembre 2003 19:24



comprendo quel che vedo
impresa temeraria farsi preda
ma ho un codice?un sistema?.
si chiama irrilevanza …senza nobiltà?
di solitudine e dolore
concepisco la vaga transizione
nell?uso dei concetti chiusi
(ho in qualche armadio o in un baule
vestiti che mi stanno stretti ormai?
e lettere ingiallite e cartoline profumate
di rosa e naftalina?)
della semplicità
della sua grossa grana
ha dalla sua l?impudenza seriale e un po? seriosa
delle idee ri-correnti di rivolta
stra-mena come spande
il lucido monito della dimenticanza
per distrazione o scemenza
o vitrea opaca senescenza
poi logos o pathos
l?uno tenero
di una sua con-citata disgregazione
l?altro che si ausculta terreo
nei battiti e nelle vibrazioni e le tensioni
d?organi e di visceri
entrare nell?altro con la lusinga lieta
della sua anima sguarnita?
solo per tre stracci di per-missive voluttà
ridotte a idee o a disincanto
insieme vogliono e non sanno
dar forme nuove
a tutto quel che muore
fino alla fine che non ha mai fine …

forse un vizio…

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di , 13 Dicembre 2003 19:29

richiama la mente
un?onda di piena
forse uno scoppio
acque,comunque,
che si perdono
nei mille rivoli
dell?età perduta.
religione dei popoli
è ormai l?oppio
cornice di saggezza rubata
agli asini in vacanza….
un dio qualunque
un motto
un?over-dose
un cantico efferato
un sogno complicato
un giorno del giudizio
un plico
un vuoto da colmare
tre soldi
un terno al lotto
forse un vizio…

sogno…ma sono…

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di , 13 Dicembre 2003 02:42

e
se fossi solo il cretino
che dico essere voglio
un tetraplegico mentale annoiato
un allergico al moto
un sublime libidinoso impotente
un declinante storicizzato
un padre precoce ei-a-cul-attore
un deprivato d?udito e di vista
di certa-mente di tatto
disfatto d?olfatto
di gusto dis-tratto
se fossi un nullatenente
un degradato capita-no?
un gerontofilo precocizzato
un ritardato pedofilo
un comunista riformista e-men-dato
un sol degradante
un comiziato soliloquio
un innocuo a-vele-nato ulceroso
un anticristo misconosciuto
se avessi un cancro anzi due
nel sagittario
se io fossi un povero anonimo cristo
un semplice cane randagio
se avessi verdi gli occhi di muffa
se fossi un superdotato depauperizzato
un onanista senza ormai fantasia
un linotipista in romano impero
un comandante di diserzione
di cadaveri un sezionatore
dopo la cremazione
un enigmista sul cesso che non trova la penna
un attestato sbiadito
un feticista cavilloso
un podalico massaggiatore
se fossi un coniglio
che per vedere il mondo dall?alto
si fa preda d?artigli
di un qualunque rapace
se fossi
un barbagianni dal flaccido volo
poeta senza parole
pittore senza pennello
scultore senza scalpello
un triste cappello trascinato dal vento
un viale senza alberato
un sassofono sconcio senz?ancia
un aquilone senza filo-sofia
un fiume di-letto senza guanciale
se fossi un maiale che attende il natale
una primavera senza profumo
un autunno senza colore
un inverno che non trova il suo gelo
un?estate senz?estasi e senza passione
un raggio di sole che albeggia al tramonto
un letto di spine
un dislessico chino sul dizionario
un naufragato capostazione
un balbettante declamatore
un afono urlante
un ateo bigotto e gottoso
guttusiano sul letto di morte che se la fa sotto
un fuoriorario comunque
un pensoso cervello che cerca fuga
da figa in-toccata di fuga
che figge che funge che fugge
se fossi un rio solitario
più verme che passero
se fossi un gozzaniano
col lazzo e col cazzo barzotto
che non sa amar che le incolte rose
o le inclite clito-ridi ridenti corrose
che vilipende il suo quadrifoglio
se fossi un rappresentante
di scadente bigiotteria
un insetto in ambra inserito
un mito dimenticato
un emetico infuso
un semplice pervertito in-casto-nato sassetto
un reato
un peccato
un dolor d?astinenza
un uomo sfinito senza afflizione
un castrato di mel-odiosa la voce
un artritico corpo calloso
un grumo di miele da mosche infestato
un?unghia incarnita
un povero diavolo dal paradiso scacciato
un buco di culo
non culo ma proprio buco
un patetico hole black
che luce attrae e trattiene
un luetico infornato e difforme
se fossi l?acqua di un pediluvio
la luce di un novilunio
l?acqua salata per l?assetato
un conato ormai realizzato
un voltagabbana malandato ormai liso
un inerme malato
la vana saggezza d?una parente-si innocua
se io fossi quello che sono
quello che sono sarei
sarei sogno del nulla che sono
e
forse
finalmente sarei
il nulla che d’essere sogno
il nulla che sono

Riferimenti: mah?

tavor

di , 8 Dicembre 2003 19:37



temperamento
ammaestrato
vendesi
offresi
ripensamento

….

tolgo
ansietà
veniali
offro
rimbambimento

….

temerariamente
avevo
voluto
oro
rilucente

voyager….ai limiti…

di , 7 Novembre 2003 17:29

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ho ap-pena lasciata la vita
e guardo il mondo dall’alto
del bislacco in-finito
un pianto sommesso
flebil-mente d’affetti ri-scossi
un pugno di terra alla terra
che si rigira ubriaca…
Indifferenti le stelle
brillano d’astigmatismo infingardo
tenendo ferma la rotta cucita
dai naviganti dallo sguardo perduto…
Cede il passo lattiginoso una via
che nessuno mi dedicherà
un voyager proiettato
verso l’ ignobile ignoto
paradigma d’umana idiozia…
Mi porto un ozioso monologo trito
d’Amleto d’Antonio d’Edipo a Colono
e spero che: “questi era un uomo”
mi sarà risparmiato…
Reminiscente follia scaduta e rappresa
a penetrare l’immenso.
Una canzone spietata
spiegata allo slancio impotente
di un niente senza ragione
L’addizione additata alla persa prigione
Vitruviano amplesso solare al quadrato
e armonia mozartiana
sparata al silenzio senza pareti…
Si rigira la lama nella ferita:
buco nero e fiotti rubini,
coordinate ormai disadorne
e disordinate casuali parole…
si espande e si perde
l’empio cielo dei sensi
non è dato ritorto ritorno
nulla è mai stato
rinfranto tormento a spirale
fissato al punto del buio
lenta-mente svanisce…
solo inutile giostra
a di-vertire
bambini mai nati.


crucifige in scampoli….

Commenti Commenti disabilitati
di , 2 Novembre 2003 12:32


e nulla di immorale è
peggio del moralismo?
dice?
e non s?avvede
del moralismo dell?immoralismo
ad esser contro ci si perde a non trovarsi
ma a favore ?
per favore no !!!
nemmeno morto
ho del buono dentro e fuori
leggesi cattivo quando letto o eletto
o eretto
buono non si dà
cattivo e la sua pena
dì-a-dà
in-con-sulto insulto
su per ascese deperibili ai viandanti
tra francescani scalzi ?..
quanti-che parti-celle e semplici
con funzioni d?onda e di tempesta
sfuggenti a ogni controllo
e alla misura estorta?.
buono mi riperdo
e rischio obesità?.
cattivo e rancido
acido e salace
e poi ficcante piccante stimolante
in fica larga largo si fa?.
e non ho che un dio
terribile geloso ed egoista
che comanda l?umano troppo umano
?non ne avrai altri al di fuori di me?
dio me-s-chino impudico di carne
troppo testosterone?
ripudio d?odio e d?io?. mio dio di vanità
nemmeno da bestemmiare o irridere o sfidare
chiuso nello zaino da battaglia
come razione k
per aggrapparsi quando il cielo cade
hai tolto il crocifisso ?
bene !!!!
vedi com?è più pulito il muro sotto?
lascia così !!!
non tinteggiare l?aula
è simbolo perfetto
spazio vuoto rende l?idea a sé?
a quel suo nulla ir(r)i-levante
poi scambia le tre virtù coi sette vizi
(si chiama umanità?)
e mischia il tutto col ghiaccio e con la foia
e wodka ed angostura
sorseggia lentamente nel silenzio al buio
e gustati lo stupor di solitudine e di noia
poi fatti una sveltina con la mano o il dito
chiamala angoscia quella voluttà?.
meglio dell?oppio è
quel ritrovato nulla scolorito
tautologico di senso inorridito
ferma quel che afferra e afferma
e propedeutico alla morte garantita
e un ultimo sospiro concediti
mentre osservi le stelle dileguarsi
e poi?.
il nulla e il sempre avvolti in dolo-roso coito
e tutto e mai sfiniti all?infinito
poi nulla e mai?saranno?
e mai più nulla cambierà?

idea di pena con-donata…

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di , 12 Ottobre 2003 11:46


anela libertà e…pure di quella grata è grata…

rosa escavat lapidem….

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di , 12 Ottobre 2003 11:43


….e allevia tempo

del pane…ed altre connesse ossessioni….

di , 12 Ottobre 2003 01:23


distolto da stolto seme di onan
alla terra che morte raccoglie
null?altro che amore curato nel gelo
la coltre bianca e il silenzio
disteso sui vivi e sui morti
l?intermittenza del cuore
una canzone assassina nel dopocena
divagazione di pianto sommesso
il gioco dei mesi
l?attesa
la verde valle corrotta dall?oro
il grido raccolto dal sole che acceca
un livido cielo
un tuono sordo lontano
sudore inchinato nella preghiera
le spalle or-mai stanche
e stanche battute a sfiancare le spighe
e ruscelli in fruscio su mani un po? sporche
la bianca promessa ricade
da inesorabile macina lenta
a che si sfaldi residua illusione?
e lievito di consueta rovina
a smuover fermenti?.
e promesse di scomposto candore
e vile fatica
e sale di lacrime vane
a sfinire il tragico inutile impasto
e dar forma al destino?
un fuoco di sterpi e di spine
a indorare quel vuoto
a che si compia l?incerta fragranza?
l?attende un ringraziamento
a un padre crudele?
una falsa preghiera al desco dell?odio di-vino
una vana lusinga ormai segnata dal tempo
??.

paul virilio …la nuova torre di babele…

di , 5 Ottobre 2003 18:41


Noi andiamo verso una situazione babelica, verso una confusione mondiale. Credo che il mito della torre di Babele sia un mito mediatico primario. La torre di Babele, per l’architetto, per il direttore della scuola di architettura, che io sono, o almeno ero, è uno dei grandi miti della tecnica. Non ci sono molti miti della tecnica paragonabili a questo. La torre di Babele mette in opera la tecnica, l’architettura e l’informazione, il linguaggio – e la città, perché, devo ricordare che Babele è una città verticale, è una torre. Dunque la situazione presente finirà, o meglio già sta finendo in un caos, nell’inquinamento dell’informazione, nella mancanza di controllo, nella “deregulation”. Io penso che tutto questo, alla fine, verrà superato, ma, per ora, stiamo entrando nel caos, nella confusione babelica. Credo che c’è un enorme lavoro da fare per identificare tutti gli aspetti di questa situazione. Per esempio, la fine della differenza tra dentro e fuori è semplice disorientamento. L’uomo non sa più dov’è. Certo è nello spazio reale, è “in”, ma “dove”? Non è più nell’ “hic et nunc” non è più “in situ”, l’essere non è più “in situ”, non è più “hic et nunc”, è qui e là al tempo stesso. A questo punto comincia la confusione. Il vicino e il lontano si confondono. Faccio un esempio: la base della socialità è l’amore del prossimo, questo è un fondamento giudaico-cristiano. Invece, oggi ci viene detto di amare il nostro “lontano” come noi stessi. Non il lontano nel senso metaforico, ma colui che è nella “strana lucerna”, colui che non puzza, colui che non mi infastidisce. Assistiamo a una straordinaria inversione: il lontano la vince sul prossimo. Nelle nostre città, le persone che appaiono nella “strana lucerna”, che facciamo apparire con lo “zapping”, non ci scomodano, non ci disturbano, non fanno rumore, non puzzano, non vengono a bussare alla porta a mezzanotte. Al contrario il vicino, il prossimo mi infastidisce, mi secca, mi disturba. Quindi siamo di fronte a una inversione: nel passato il prossimo era l’amico e il lontano il nemico – straniero e nemico -, oggi è l’inverso. Colui che bussa alla mia porta è il nemico, mi infastidice, mi disturba: è la solitudine dei grandi insiemi urbani. Al contrario, colui che appare sullo schermo è sublimato perché è, in un certo senso, uno spettro, uno zombi, un’ombra fuggevole, che io posso controllare con il mio “zapping”. E’ un segno notevole, questo, della rottura del legame sociale. Ricordo che una volta fare una città era mettere insieme le persone perché si incontrassero nell’”agorà”, nel foro, perché entrassero in società. Oggi siamo di fronte a una disintegrazione.

ecco un esempio di smascheramento di una falsa buona coscienza…

solo vento…

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di , 28 Settembre 2003 20:20


cercasi
forse si capirà…

la sottile linea rossa….

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di , 21 Settembre 2003 19:04


chi sei tu per vivere sotto tutte queste forme…

chi sei tu? chi sei tu che appari nella indicibile bellezza della natura, tu che mi interroghi nel volto dei compagni di combattimento morenti, tu che mi sostieni nel sorreggerli di fronte al terrore della battaglia e della fine? tu, sul volto dei miei nemici, a muovere le loro labbra in una preghiera di aiuto a te rivolta??

lento e più lento
lungo e senza spasmo?.
lieve d?un orgasmo tenero e floscio ?
poesia?
è ininterrotto filo di musica?.
e dolore?
voce sublime che respira piano?
che s?insinua piano come nell?amore?
è mare semplice come giochi di bimbi
in un tramonto di paure?
è slancio al cielo
senza odio né dio?
è odio di una qualche tormentata solitudine?
è differenza senza grande apparente appartenenza
è erba triste sotto un livido azzurro
vento che la muove dolcemente
paura di parola e della morte
terrore di un nemico ignoto
coraggio nel occaso mite di un caso
e della bruta necessità?
e nuvole bianche e impietosi fiocchi dilaniati
approdo di salvezza?.
ultimo sguardo al vuoto brulicare della vita
mentre si apre a quel suo buio il buio?
è pianto..
impotenza di un destino sovrumano
è sangue di battaglia quotidiana
lunga preghiera a un dio nascosto
e alla sua viltà?.
dolce tormento di un lontano amore
e crudeltà d?amare
è tradimento di un ricordo di speranza
è il nulla racchiuso dentro al pugno di rabbia rattrappita
è sconcia interminabile ferita
fiotti di sangue la sua insensata musica?
tonfo di corpi già accaduti?.
lingua acerba dilaniata dal candore spento?
è sorpresa di fango ed esausta polvere?..
su denti indecisi del rancore?.
abominio di ragione
pietà ripiegata di promesse perse
odore di rogo e ghermita putredine
appiglio di noia
di un meriggio infuocato
che indugia a un solo tramonto
ossessione di cicala smarrita
disonore distratto dall?estro
turpe bellezza di desolata banalità
è sperma in un lungo onanistico sogno
spento ardore
estasi di follia
languore d?angoscia e voluttà
rapimento di martirio
mani sul tempo
dita appoggiate su palpebre d?abbandono
è rinunziata parola
scambio di rivelazione
domanda in-finita di storia su distorta natura
tasto incastrato di un forte-piano a un addio
è fuga di giovinezza di rabbia
aspirata nel fumo di una morte certa
è attonito fiore in un grido al mattino
immagine dei giorni di cielo
suono
ritorno
avvilita eccelsa poesia
e titoli in coda

al mattino sul presto….

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di , 21 Settembre 2003 12:22


…ma è sempre tardi….per tutto…sempre troppo tardi….o troppo presto…. poco fa…la radio accesa….musica di wagner…nessuno a commentare…a sporcare con le parole quel che le parole riescono sempre a sporcare…. fumavo….al buio…e pensavo…senza tanto costrutto…nel limbo dei pensieri rarefatti….senza controllo….fuori è il buio…fresco da star bene sotto le lenzuola…accartocciati in quel nulla…posizione fetale…pozione letale mi viene…una porta usb connessa al cervello…..pensavo…mi solleverebbe dai tanto macchinosi ghirigori delle mani…e delle dita…dalle correzioni …dal dover cancellare le finestre che s’impongono …maleducate… sullo schermo…non c’è schermo nel buio…solo penombre…anime del cuore…in quel libero fluire senza semantica…che importunamente cerco sempre di riprodurre quando rifisso ..cerco di rifissare quei pensieri vuoti nel vuoto che li pertiene…nulla di che…da non fissare… ma è pure il “meglio” che riesco a trarre dal groviglio senza senso…. sottrarre senso…sottrarre vuoto al vuoto…sotterrare l’ascia….e …conseguente-mente ….lasciar-sì a sotterrarsi….quietamente….senza dovere alcuno….forse mi si capirebbe….forse uno strano unisono si coglierebbe…forse quella carezza non sembrerebbe stanca di mano …prenderebbe il suo colore…se a quest’ora…in questo buio le cose avessero colore…calore…ma è qui…in questo giardino delle morte foglie…in quell’ultimo guizzo di vita colorata ….ultimo refolo di sole….ultimo lampo di una incerta brezza…dicendo senza dire…cercando le parole che si trovano….così… sparse…senza continuità….senza l’atteggiamento presuntuoso …cicca tra le labbra …fumo che sale…e carte stropicciate che cadono per terra….scrivere senza essere che un patetico fissato “fissatore” di momenti stanchi….sempre senza senso….sempre mai connesso al tempo ..al luogo… al senso…. neutro di tatto e di visione e ascolto…se non piccoli segni…lettere d’alfabeto chiuso…ch’io uso…in-significante perso amplesso di pensiero…e poi dicevo….e mi ripromettevo…ah io dirò…lo dirò…sarà un sussurro o un urlo…sarà …sarà….sarà… ma uno spinotto piantato sulla nuca assolverebbe al compito…assolverebbe lo stranito….almeno in parte…almeno in parte…. attoriale parte di comparsa….tipo “il pranzo è servito”…..e poi….sipario…..

gocce di sangue…

di , 6 Settembre 2003 14:24


in qualche angolo del mondo…
in questa vita …
ormai non più breve
le perdute illusioni..
non amate figure
disperse nei rivoli
di rare amare lacrime….
mancati appuntamenti
sciupati
da ruvide parole….
tutto il femminile creato
mi attendeva nei verdi boschi dell?eden…
era per me …
tra i venti di capo horn
sulle calde sabbie di muti deserti
sotto le nere ombre di un desolato piacere
tra i dirupi delle città verticali
nei quieti villaggi dei sogni
sulle assolate isole della virtù
tra i ghiacci di un pavido cuore
e….
desideri degli sguardi
infranti nella gelida superbia
che tocca ogni orizzonte….
il vuoto di parole
che mai diventa silenzio…
e i silenzi urlanti
degli sguardi persi….
a conservare
quel po? d?orgoglio
trasparente e nudo
che è qui
inutile e deriso
casto e voluttuoso fardello
senza senso….
i colori d?occhi
di labbra
di pelle
tumide rarefazioni…
i sudori dei velli delicati
degli anfratti dei corpi gentili….
gli sfioramenti
paiono
malinconiche sfioriture
non s?è preso il miele che si offriva….
la brezza s?infila nella gola
e turbina
fischia
ulula
nei caldi ripari…..
per vana stupidità
per frustrata bramosia
per esser quel tanto che si è
(insieme al nulla che si è)
per coltivare l?insipido ispido tormento
di ogni anima sazia e mai sazia
perché
più vividi
sono i colori dei sogni
e le inadeguate parole
non dicono
quello che gli sguardi
osano gridare.

preghiera dell’a-mor-te vana….

di , 28 Agosto 2003 02:42

Come figlia

il pur odiato padre ormai demente,

Tienimi.

Il capo appoggiami al cuscino

con la dolcezza lieve di un ripudio incerto.

Di finta tenerezza il tuo rancore ammanta.

Falsa carezza a distendermi la fronte.

E ripiega la coperta sotto il petto.

 

Come madre dell’amato figlio e idiota,

la bocca semiaperta,

lo sguardo fisso al vuoto,

Tienimi.

E con le mani dolci e molli e stanche

calma la furia sorda del delirio

con un tristo piacere fatto di lascivia

in incestuoso immondo tocco di pietà.

Rimuovi amabilmente dall’ebete mio viso

la cispa degli incubi raccolti nella notte,

la bava della rabbia convulsa del silenzio,

le briciole dell’odio che ha sporcato

di delusione la tua maternità.

 

Come tradita sposa e traditrice

tradita luce di vano pentimento

Tienimi,

nella rassegnazione che vana-mente induce

alla speranza fatta di rimpianto,

alle minime cose or-mai ridotte

al senso di un dolore rattrappito ,

a notte di tormenti e voluttà,

alle comuni pene inseminate,

nelle dette parole contraddette,

nelle tradite promesse ormai sbiadite.

Tienimi

nei tuoi miei giochi sempre risentiti

i nostri gioghi di vituperi e riti

il nostro fiele fievolmente rimestato

nel riso e nell’ortica

e tieni

la divorante ansia tua di bella in-fedeltà

 

E come occasionale amante

allunga quel minuto,

quel fremito, quell’ansito.

Tienimi.

E aspetta a riassettare

vesti slacciate con furore in foia

lasciale penzolare quietamente

a illudere l’amplesso trafugato

e farne di quell’attimo mendace

vana incompresa parvenza di un amore

 

Comunque amica

tienimi

e non temer la nudità che chiedo.

Tiepidi corpi, tiepide carni nell’inverno.

Musica di tormenta in quel silenzio.

Rifugio pavido da un maledetto inferno.

Candida coltre folle e generosa.

E non pensare

a quel che accade sotto quel lenzuolo

aliti d’anime saranno

a smascherare l’abbandono innocuo.

Lo chiameremo osmotico delirio se vorrai celiare.

Non lo diremo sesso o amore o noia.

Sarà il nostro reciproco conforto

Pura con-solazione senza nome

 

Se donna innamorata

Tienimi

senza poi tenermi mai.

Tienimi come un vizio,

come lieve difetto di pronuncia,

come venereo strabismo o malattia,

come piccola ritmata claudicanza,

o perdita di grazia,

come crepuscolare tosse in melodramma,

come mancanza di casuale orgasmo,

come amnesia d’allegra leggerezza,

come appassito fiore non raccolto,

come prigione di innocente approdo,

come preghiera di una morta sera,

come insistito volo di rondone intorno

a una caduta torre.

 

Come passante

che insegue l’apparenza

ma non si cura del restante mondo

e lieta corre verso un abbandono…

Tienimi

tra le cose che perdi con letizia

come ingiallita foglia che calpesti

come l’approccio flebile e importuno,

come il canto d’usignolo che non senti.

Non ti distrarre nel tenermi

Ma, tienimi,

e affretta il tuo cammino.

 

Se sei donna che amo in tenerezza

Temimi

e non tenermi mai

io non regalo che tenebre fugaci,

d’altre fugaci tenebre preludi

Io dò-no che scon-volge la tua luce

in un tramonto che mai tra-scende il cielo

io rubo il fuoco…

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