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qui sto....p
per infimi sommi capi...
blog_silenzio_so
il forum ove dire senz`ire
guardando ....
musica....
il colore del grano…
"Per favore... addomesticami" disse
"volentieri" rispose il piccolo principe « ma
non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli
amici, e da conoscere molte cose ».
« Non si conoscono che le cose che si addomesticano"
disse la volpe. « Gli uomini non hanno
più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mer-
canti le cose già fatte. Ma siccome non esistono
mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici.
Se tu vuoi un amico addomesticami! »
« Che bisogna fare? » domandò il piccolo principe.
« Bisogna essere molto pazienti », rispose la
volpe. « In principio tu ti sederai un po' lontano
da me, cosi, nell'erba. Io ti guarderò con la coda
dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una
fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti
un po' più vicino... »
II piccolo principe ritornò l'indomani.
« Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa
ora », disse la volpe. « Se tu vieni, per esempio,
tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comin-
cerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumen-
terà la mia felicità. Quando saranno le quattro,
incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scopri-
rò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa
quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il
cuore... Ci vogliono i riti ».
« Che cos'è un rito? » disse il piccolo principe.
« Anche questa, è una cosa da tempo dimenti-
cata », disse la volpe. « È quello che fa un giorno
diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è
un rito, per esempio, presso i miei cacciatori.
Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il
giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo
sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un
giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti
e non avrei mai vacanza ».
Cosi il piccolo principe addomesticò la volpe
E quando l'ora della partenza fu vicina:
« Ah! » disse la volpe, « ... piangerò ».
« La colpa è tua », disse il piccolo principe « io
non ti .volevo far del male, ma tu hai voluto che
ti addomesticassi... »
« È vero », disse la volpe.
« Ma piangerai! » disse il piccolo principe.
« È certo », disse la volpe.
« Ma allora che ci guadagni? »
« Ci guadagno », disse la volpe, « il colore del
grano ».
"volentieri" rispose il piccolo principe « ma
non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli
amici, e da conoscere molte cose ».
« Non si conoscono che le cose che si addomesticano"
disse la volpe. « Gli uomini non hanno
più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mer-
canti le cose già fatte. Ma siccome non esistono
mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici.
Se tu vuoi un amico addomesticami! »
« Che bisogna fare? » domandò il piccolo principe.
« Bisogna essere molto pazienti », rispose la
volpe. « In principio tu ti sederai un po' lontano
da me, cosi, nell'erba. Io ti guarderò con la coda
dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una
fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti
un po' più vicino... »
II piccolo principe ritornò l'indomani.
« Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa
ora », disse la volpe. « Se tu vieni, per esempio,
tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comin-
cerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumen-
terà la mia felicità. Quando saranno le quattro,
incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scopri-
rò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa
quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il
cuore... Ci vogliono i riti ».
« Che cos'è un rito? » disse il piccolo principe.
« Anche questa, è una cosa da tempo dimenti-
cata », disse la volpe. « È quello che fa un giorno
diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è
un rito, per esempio, presso i miei cacciatori.
Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il
giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo
sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un
giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti
e non avrei mai vacanza ».
Cosi il piccolo principe addomesticò la volpe
E quando l'ora della partenza fu vicina:
« Ah! » disse la volpe, « ... piangerò ».
« La colpa è tua », disse il piccolo principe « io
non ti .volevo far del male, ma tu hai voluto che
ti addomesticassi... »
« È vero », disse la volpe.
« Ma piangerai! » disse il piccolo principe.
« È certo », disse la volpe.
« Ma allora che ci guadagni? »
« Ci guadagno », disse la volpe, « il colore del
grano ».
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Ogni volta che leggo le tue poesie vengo presa dall’angoscia, dalla solitudine dal “…tanto non vale a niente…” Perchè mi tocchi sempre dentro?
…Già,
sapere ciò che era noto
ma l’ignoto era lì incomprensibile
nel silenzio,
nelle urla
nelle lacrime
nei baci che nulla poterono…